La Legge di Stabilità 2020 si sta rivelando fonte di seri dubbi interpretativi. Alla luce dei principi immanenti del sistema tributario, il legislatore DEVE risolvere alcune questioni per le quali è fondamentale un immediato intervento anche di supplenza dell’Agenzia delle Entrate.

Il dubbio fondamentale che prevale su tutte le questioni giuridiche è come riuscire ad armonizzare le disposizioni dello Statuto del Contribuente con le nuove norme  recate dalla Legge di Stabilità 2020.

E’ noto che lo Statuto del Contribuente impone un lasso temporale di 60 giorni per consentire al Contribuente di affrontare i nuovi adempimenti imposti dalle norme tributarie.

Alla luce di questo principio, nonché in ragione dei precedenti interventi dell’Agenzia delle Entrate, i contribuenti si attendono provvedimenti chiarificatori in ordine:

  • ai pagamenti tracciabili delle detrazioni fiscali, consentendo ai contribuenti di continuare a pagare in contanti almeno per i primi 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2020 (ciò anche per consentire agli operatori professionali di adeguare le loro modalità di incasso);
  • al posticipo, in via interpretativa, delle questioni attinenti la reintroduzione dei vincoli per i regimi forfettari inerenti i rapporti di lavoro in corso.

Limitandoci al  primo punto, è evidente che se la disposizione si considerasse in vigore dal primo di gennaio 2020, ci troveremmo di fronte ad un vulnus ai principi dello Statuto del Contribuente, (e ci stiamo abituando) poiché la tracciabilità dei pagamenti di tali spese è un adempimento del tutto nuovo per i contribuenti.

Ufficio Stampa Assimpresa

Lascia un commento

Cerca