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FINTECH – LA FINANZA CHE CAMBIA

La finanza cambia; ma le imprese lo sanno?

ROMA – In meno di tre anni gli operatori finanziari tradizionali europei sono diminuiti del 40% passando da 8.500 a 5.300. Numeri che non significano affatto crisi ma, al contrario, rappresentano un cambio di passo grazie all’ingresso sulla scena di nuovi attori pronti a sfruttare le potenzialità Fintech. L’Italia, negli ultimi mesi, in particolare, sta cercando di colmare il gap accumulato con il resto d’Europa e registra una tendenza molto positiva: gli investimenti in Fintech, ovvero l’universo digitale che include pagamenti, scambi finanziari, banche e molto altro ancora, tutti spinti dalle tecnologie, stanno accelerando e si stima che potrebbero portare ad un aumento di valore fino al 30% nei prossimi cinque anni. Questo almeno, è ciò che emerge da una ricerca di Accenture, che al FinTechStage Festival inaugurato oggi a Roma, ha creato un momento di riflessione tra istituzioni e rappresentanti del mondo finanziario per far emergere quali ingredienti siano necessari per configurare l’Italia come un Fintech Hub. FinTechStage è stata recentemente acquisita dalla piattaforma di innovazione Gellify.
“Io credo che l’Italia possa diventare un motore per l’innovazione”, spiega Mauro Macchi, che si occupa in prima persona di questi temi per Accenture in Italia, Europa Centrale e Grecia. Nonostante altre realtà siano partite ben prima del nostro Paese, L’Italia spicca per l’attenzione posta verso questo settore e anche per la “potenza di fuoco” di cui dispone, tra monte pensionistico e soprattutto risparmi delle famiglie, il gap non solo potrà essere colmato ma potremmo nel giro di qualche anno, mettere la freccia e sorpassare Gran Bretagna e Francia, tra i principali players.
“I segnali che osserviamo, la spinta all’innovazione da parte dei consumatori, la maggiore consapevolezza da parte degli istituti bancari e l’abbattimento dei costi delle tecnologie unito all’effetto combinatorio che esse producono, sembrano creare un ecosistema sempre più predisposto alla sperimentazione di nuove soluzioni”, dice ancora Macchi, “il settore finanziario è strategico per il nostro Paese: ricchezza privata, propensione al risparmio, diffusione delle PMI e forte legame delle stesse con il sistema bancario, forti radicamenti territoriali, sono alcuni degli elementi che spiegano perché è fondamentale accelerare il percorso di innovazione e fare un netto salto di qualità posizionandosi tra i leader europei”.
Per quanto riguarda infine l’aspetto regolatorio, secondo una ricerca Accenture, gli investimenti in compliance sono destinati ad aumentare nei prossimi due anni: lo ritiene l’89% dei Compliance Officers del settore Financial Services. Gli investimenti in Regtech sono in costante crescita; la continua accelerazione già registrata nel primo trimestre del 2018 potrebbe portare a raddoppiare gli investimenti rispetto al 2017; in questo scenario, gli investimenti del mercato europeo rappresentano circa il 30% degli investimenti totali (quindi circa il doppio rispetto alla quota EU degli investimenti Fintech complessivi).

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