IMPOSTE: quando la pretesa impositiva è eccessiva

La non eccessività della pretesa impositiva– Secondo questo importante principio non si dovrebbe imporre una pressione fiscale dannosa per le iniziative private o che stimoli l’evasione fiscale. Su questo argomento è molto evidente che il nostro Paese ha moltissimo da fare. Infatti, secondo la recentissima l’indagine realizzata da Banca Mondiale, dall’Ief e da Price Waterhouse Coopers, su 183 paesi del mondo, l’Italia è al 167 posto con una pressione totale fiscale del 68,6%, mentre la media UE del total tax rate, è del 44,2% e la media mondiale è del 47,8%. In sintesi il dato porta l’Italia ad una pressione fiscale complessiva insostenibile ed inconciliabile con la crescita economica che stimola l’evasione fiscale e non consente la normalizzazione del sistema impositivo. In sintesi si verifica un fenomeno fiscale distorsivo nel quale la proporzione delle entrate tributarie è collegata più all’evasione che al normale gettito tributario. Sicuramente chi osserva e rispetta le regole fiscali si trova in una posizione di eccezionale pressione che è purtroppo aumentata nel corso degli anni. L’imposta non può essere trasformata, da parte dei pubblici poteri, in un comodo strumento per estinguere o ridurre il disavanzo causato da un’amministrazione pubblica “imprudente”. In ogni caso, a mio parere, l’evasione di obblighi tributari, ancorché eccessivi, va comunque e sempre duramente combattuta quando diventi costume e consuetudine all’illegalità. Per questo motivo trovo assolutamente inopportune le affermazioni populiste che provengono da chi governa e gestisce la cosa pubblica, in quanto fonte di disimpegno politico dei cittadini e di irresponsabilità sociale. Ne’ sono un esempio recente le affermazioni del governatore della Regione Veneto in relazione all’alluvione che ha colpito la regione e la “dichiarazione di indipendenza” in termini di tassazione. In Italia la pressione fiscale assorbe più della metà del reddito nazionale netto calcolato al costo dei fattori, e calcolando tutti i tributi di cui il cittadino medio è contribuente di diritto e di fatto, la sua pressione tributaria e ampiamente superiore al 50%. Il limite etico in Italia è superato resta da verificare se è stato superato il limite della sopportabilità economica. L’evasione è molto collegata all’iniquità dell’imposta è quando un dovere legale non è sentito come un dovere etico, non solo viene meno l’inibizione personale alla violazione della regola, derivante dalla sensazione di fare qualcosa di sbagliato, ancorché vantaggioso, viene inoltre meno la remora derivante dal timore del biasimo sociale, nel caso in cui si è scoperti. Combattere l’evasione fiscale è necessario e potrebbe consentire di ridurre la pressione fiscale, ma questo non è sufficiente, a mio parere, bisogna immaginare altre forme di tassazione della ricchezza che non siano solo quelle della tassazione dei redditi da lavoro, deprimendo ancora di più l’economia in crisi del Paese, ma, ad esempio, una tassazione più incisiva della ricchezza delle preziose e scarse risorse prelevate dall’ambiente naturale. Quindi una tassazione sempre più legata al mutamento che la società e l’economia stanno subendo nella logica dello sviluppo sostenibile ( concetto di equità intergenerazionale) –

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