Dr. Giovanni Galvan, Vice Direttore Fonditalia (3)

Intervento al Congresso Assimpresa Dr. Galvan

Fonditalia è dalla parte delle imprese e di chi lavora. La formazione è sviluppo, non lasciamola in mano ai burocrati

Il Dr. Giovanni Galvan, Vicedirettore di Fonditalia, interviene al Congresso Assimpresa  e spiega il sistema collaborativo con l’associazione

Buongiorno a tutti, sarò brevissimo. Intanto molti di voi mi conoscono, mi sento un po’ fra amici, sarà un intervento molto informale e breve soprattutto.
Intanto comincio col dire che i fondi interprofessionali sono l’oggetto che esiste oramai dal 2003, sono nati prima i fondi, Fonditalia è nato nel 2010, noi siamo una realtà cresciuta in un modo devo dire cinese, qualcuno ci ha definito, anche se adesso non è più un modello neanche quello di sviluppo, per cui Fonditalia oggi è una realtà di 80 mila imprese, 420 mila lavoratori sono caricati presso, e quindi qualcosina di buono a quanto pare l’abbiamo combinata. Sono qui presenti amici rappresentanti di queste imprese e di questi lavoratori, ne hanno portate tante, quindi sicuramente non è una novità in questo consesso parlare di Fonditalia.
Fondamentalmente quello che sono venuto a dire è questo: Fonditalia si è posta un problema base, come tutti i fondi, il nostro compito è questo: fare troppo o troppo poco, perché lo 0,30, che è la cosa che andiamo a gestire, è una quota molto bassa, sono una media fondiaria parlo, 35 euro a lavoratore l’anno, quindi sono veramente pochi, dobbiamo dare ogni anno tanto a pochi. Questo è un meccanismo oggettivo, è aritmetica, non è neanche politica. Ogni fondo avrà i suoi sistemi. Fonditalia ha scelto un sistema che è il più trasparente possibile, qualcuno potrebbe chiamarlo un federalismo fiscale, cioè chi versa gestisce. I soggetti, soprattutto aggregati (…) la singola impresa, che portano aziende su Fonditalia, gestiscono un conto, parte ovviamente Assimpresa Confimea per loro conto, e questo lo fanno per conto delle proprie aziende. Dico proprie perché sono aziende che delegano il soggetto che noi chiamiamo proponente a fare questa operazione. Questo cosa vuol dire? Che l’azienda, anche la piccola impresa, la Micro Impresa, come tutti i fondi italiani noi abbiamo il 95% di aziende che sono sotto i dieci dipendenti, per cui c’era anche Fondimpresa, che, mi ricordo ancora lo stupore dei colleghi di Fondimpresa la prima volta che sono arrivato (…) hanno detto: abbiamo il 95% di piccole imprese! Ho detto: benvenuti in Italia! Voglio dire, siamo italiani e in quanto tali tutti noi fondi abbiamo il 95% di piccole imprese, quindi c’è chi fa finta di ignorarlo, di fare politiche solo per le grandi aziende, e chi si è posto il problema.

Noi ce lo siamo posto in questo modo: non vogliamo fare avvisi, non vogliamo fare bandi, non vogliamo dare incertezza. Vogliamo che le aziende si organizzino, che parlino con la loro associazione di riferimenti, che si arrabbino con la loro associazione di riferimento se non ottengono le risorse per la formazione e quindi rischiamo assieme alle associazioni, assieme ai proponenti, che se l’azienda si arrabbia con Assimpresa poi la perdiamo anche noi in Fonditalia, però questo va bene e ha funzionato perché dà risposte anche alle piccole imprese le quali, nel tempo, perché noi abbiamo inserito questa variabile, riescono ad ottenere un corso gratuito anche sull’obbligo di legge, che è un tema molto dibattuto, ma noi lo possiamo fare, lo vogliamo fare, ma lo possiamo anche fare, cioè Fonditalia può finanziare il famoso corso sulla sicurezza per essere chiari insomma, che poi è l’obbligo di legge del datore di lavoro.

Un altro elemento, e finisco, è l’elemento sindacale, che pure è un tema che allontana moltissimo le aziende (…) le piccole imprese dal punto di vista professionale, perché giustamente, essendo i fondi interpersonali degli organismi bilaterali, sono stati concepiti come dei soggetti erogatori di risorse per la formazione a condizione che ci fosse,
come qualcuno banalizza, la firma sindacale, diciamo la concertazione, una condivisione, come ho sentito dire dai colleghi, comunque sia un accordo tra le parti sociali. Questo è un tema molto spinoso, delicato, perché soprattutto nella famosa Micro Impresa, ma anche nella Grande Impresa, la parola sindacato fa tremare i polsi. Fonditalia questa cosa l’ha risolta con l’avallo di tutte le parti sociali che l’hanno costituita, con una concertazione di tipo nazionale che facciamo a Roma. Difatti dico sempre: una volta tanto che una cosa succede a Roma non è una cattiva notizia, perché la concertazione, se la portiamo a livello territoriale qualcuno di voi magari sa come va a finire, non ve la racconto perché ci vorrebbe un altro convegno a posta.

Quindi per chiudere, Fonditalia ha questa caratteristica di essere un po’ fuori dai soliti schemi, che in questo senso ci troviamo sempre molto in sintonia anche con Assimpresa che è un’altra associazione innovativa, proprio nell’approcciare al tema del finanziamento alla formazione continua. Per i più lontani dal mondo dei fondi interprofessionali dico: attenzione, i fondi interprofessionali finanziano solo formazione continua per i dipendenti delle aziende, perché magari qualcuno ci confonde con altri soggetti bilaterali. Noi siamo fondi legge 388, quindi siamo quelli della formazione per intenderci: non ci occupiamo né di sanità, né
di previdenza, né di altre cose. Questo per essere chiari per chi è più lontano dall’argomento. Mi permetto di auto citarmi, scusate, io ho scritto un libro su questo argomento perché sono sei anni che giro l’Italia raccontando questa storia e quindi alla fine l’ho scritta, così pensavo due anni fa di avere risolto il problema, non
l’ho risolto, comunque su Franco Angeli trovate il mio nominativo, vi consiglio di darci un’occhiata anche perché è uno dei pochissimi libri sui fondi interprofessionali scritti recentemente, perché c’è stata una certa promozione all’inizio, ma oramai le cose sono cambiate. Vi ringrazio per l’attenzione e vi auguro buon lavoro.

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