Affl Ore 12 Referendum Costituzionale1

La tragedia dei relitti alla deriva

La società è impegnata in questo momento nella sfida dell’impossibile realizzabile con la proposta di un ordine nuovo, si direbbe ribellione; ma ribellione è parola sciocca perché ciascuno nel suo piccolo è capace di ribellarsi.

Il tema della legge elettorale e ancora più quello dei voucher pone una riflessione sul nuovo possibile, su un nuovo percorso non statico.

I soliti, ecco i soliti che si credono immortali non comprendendo che sono coniugati al passato ingaggiando battaglie perse contro il tempo che consuma le cose che finiscono nel niente come loro; loro che sono lo zero virgola qualcosa e minacciano pure con l’arma dei referendum appassionandosi con spocchiosa saccenza ai termini che finiscono in dum.

Dum, cioè mentre, mentre loro che pure male conoscono l’Italiano figurarsi il latino li invitiamo a leggersi il De rerum natura di Lucrezio e se proprio vogliono stare nel loro consueto sordido habitat vedano Catullo nei componimenti ove non vibrano sdegno e passione ma solo sconcezza per comprendere che sono solo scortillum (per stare nel dum) cioè zoccolette.

Cose che già dicemmo a proposito dell’apparato di sempre presente alle celebrazione del settantesimo (Portella della Ginestra) mentre ogni giorno c’è un settantantesimo di qualcosa, e prossimamente ci sarà quella dei giovani senza lavoro da una vita.

Oggi è il tempo dell’istante; ogni cosa sta in un istante, in un attimo.

Questo nunc istantis è intramontabile, non è destinato a morte.

Non siamo critici verso il pensiero, ma contro il pensiero unico, verso la conformità di convenienza del politically correct, verso la staticità che immobilizza il paese.

La nostra non è iconoclastia ideologica.

Apriamo le finestre! Ci sa di stantio, di marcio, di morte.

Utopia del possibile come grembo del possibile.

Intendiamo il cambiamento verso il nuovo contro le caste del “tengo famiglia”, dietro le solite bandiere lacere della classe operaia, senza accorgersi che con il ventuno per cento della popolazione in povertà la classe operaia è in via di estinzione, finita.

Nunc istantis: la tragedia dell’ostinata continuità delle prebende e dell’immonda difesa diritti acquisiti difesi anche della casta innominata con sentenze ad hoc.

Sullo sfondo della tragedia le solite trame, i soliti apparati scenici, i soliti commedianti, i soliti testi involuti, ripetitivi, stantii e incomprensibili.

A noi basta il “suono” delle parole nuove, non le prediche e le promesse.

Noi vogliamo il senso reale degli obiettivi e quel che si vuole lo si comprende a occhi chiusi anche in silenzio.

Assimpresa con i propri imprenditori in viaggio verso la conoscenza mai finita, intesa a cogliere i segni minimi delle loro esigenze, quelle delle imprese e di ciò che si coniuga nel loro operare quotidiano, cioè della gente che nell’impresa si spende e dell’impresa vive.

Aldo Romanini

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