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NON CREDERE ALLE PAROLE

Il virus ha messo a KO il capitalismo imprenditoriale industriale, ma non certo quello finanziario monetario dell’emissione, delle banche commerciali del denaro creato dal nulla (moneta scritturale) e ovviamente delle Banche Centrali, ma seppur al tappeto, arranca livido, ma non è ancora sconfitto come modello (globalizzazione neoliberista) nonostante i tanti danni sociali, umani, ambientali, prodotti.
E non lo sarà, fino a quando come tutte le cose non sostenibili, crollerà sotto il peso della sua assurdità. Ma qui in Italia, in assenza di veri statisti, siamo ormai a una politica da bar del Giambellino a chi la spara più grossa.
Per questo cambiamento occorrerebbe una coraggiosa politica capace di affrontare e cambiare il paradigma monetario Europeo (moneta a debito) di cui fa parte anche l’Italia. Su questo, purtroppo, non si vedono segnali incoraggianti. Se non ora, Conte, quando? Diverse sono le testimonianze di esperti, ma non trovano un adeguato ascolto nella pavida classe politica del nostro Paese, servi e strumenti dei potentati finanziari internazionali.

Questo sistema economico finanziario e monetario a livello mondiale non reggeva più e il virus ne è il catalizzatore che, nello stesso tempo, lo ha rivelato. Ora lo si deve riprogettare, così come il modello di società e il coronavirus ne ha dato l’occasione. Covid 19 segna la fine di un’epoca e di un modello industriale ed economico monetario … ma il nuovo non si vede ancora, visto il vuoto della politica.  Nulla sarà più come prima. “Estote parati” (versetti da Matteo 24.44)

Non illudiamoci prima del nuovo ci saranno lagrime e sangue. Le percentuali a due cifre del crollo del PIL unitamente ad un debito pubblico al 155% sul PIL, la percentuale di disoccupazione a cifre mai viste con risvolti di malcontento sociale e l’emergere di una nuova lotta di classe tra chi lavora nel pubblico impiego (tutelato) e chi nel privato senza tutele viene umiliato da una burocrazia imperterrita volta a massacrare l’impianto imprenditoriale e quello del sistema delle PMI.  Il direttore dell A.E. ai primi di giugno ha già disposto l’invio di 8.500.000 atti esattoriali.

Nonostante le rassicurazioni e le smentite – di quelli che, sostenitori di un governo ormai alla fine, non mollano tenendoci alla sedia – ecco farsi sempre più forti le minacce degli irriducibili talebani 5S e PD che per spegnere il fuoco del disperato e incontenibile fabbisogno di cassa dello Stato paiono aver ragione sui pompieri col culo sulla sedia sapendo di poter mettere le mani sul tesoro dei risparmiatori additando al pubblico ludibrio i soliti evasori facendo inoltre la felicità di Angela Merkel abile a truccare i suoi conti.

L’ennesima rapina non servirà se non al benessere della casta burocratica.

 Giuseppi Conte  ha già acceso il fuoco sotto la pentola dove sta la rana.

La storiella della rana bollita è stata utilizzata dal filosofo americano Noam Chomsky per descrivere la Società e i Popoli che accettando passivamente, il degrado, le vessazioni, la scomparsa dei valori e dell’etica, accettano di fatto la deriva.

CON NOI

PARTIRE PRESTO

E IPOTIZZARE L’INIMMAGINABILE

a cura del dr Aldo Romanini 

Segretario Generale di Assimpresa

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