Welfare

OVERVIEW WELFARE

OVERVIEW SCOPERTURE WELFARE PREVIDENZA E SANITA’

Il presidente di Assimpresa, dr Antonio Fortuna, a margine dell’annuale presentazione della ricerca a cura del Centro Studi dell’Associazione sull’Overview sulle scoperture del welfare previdenza e sanità ha commentato in breve il contenuto della stessa non senza sottacere le incoerenze e i limiti della legge di stabilità che, alla luce di dati statistico demografici incontrovertibili e di drammatiche proiezioni a 20 anni altrettanto certe perché tutti quelli che con questi dati avranno a che fare sono tutti nati, ci vengono considerati i provvedimenti posti in cantiere dagli azionisti di maggioranza che di detti dati non ne vogliono tenere conto.
Detto questo vediamo in larga sintesi le riflessioni indotte dalle certezze anche prospettiche delle statistiche demografiche, quindi sulle risposte e sulle più opportune soluzioni da intrecciare con la morsa fiscale:

– nel 2017 i nati vivi si contano in 464.000; negli anni 60 erano circa 1 milione;

– nel 2017 nel grafico delle classi della popolazione per età le curve degli over 60 e degli under 30 si sono incrociate. In percentuale gli under 30 sono il 28,70% mentre gli over 60 sono il 28,40%;

negli anni ‘60 gli under 30 erano il 47% contro il  13% degli over 60;

negli anni ‘50 gli under 30 erano il 51,60% contro il 12,10% degli over 60.

Oggi gli over 60 sono 51% della popolazione contro il 49% degli under 40.

Insomma per avere un sistema previdenziale pubblico in equilibrio (che è a riparto) un giovane dovrebbe pagare per accantonare per sé e per un pensionato odierno! Con i livelli retributivi odierni sarebbe follia ed è impensabile. Il disastro preannunciato si è materializzato. Le responsabilità del disastro INPS sono a carico delle classi politico sindacali che da sempre hanno governato l’ente.

Il ritardo con cui si è passati ad un regine contributivo unitamente a soluzioni politico clientelari per finire al rifiuto di adottare un sistema a capitalizzazione hanno maturato le cosiddette pensioni d’oro e le baby pensioni del sistema scuola, emblema degli esempi più eclatanti e sconsiderati.

Il disavanzo complessivo, compresa dunque la gestione assistenziale che nulla c’entra con quella previdenziale ammonta a 95 MLD. Quella riferita alla previdenza è di circa 35 MLD.

Il tutto coperto col ricorso alla fiscalità ordinaria. Mediate sul fatto che dopo che uno si è pagato i contributi previdenziali con le imposte ancora sostiene una parte importante della previdenza.

Sintesi dal CENTRO STUDI ASSIMPRESA

La pensione per come era nato l’Istituto di previdenza non esiste più.

Così stando le cose (vedi tasso di disoccupazione, specie quella giovanile) hai voglia di quote 100 e reddito di cittadinanza.

Un trentenne andrà in pensione a 70 anni con un assegno parificabile a quello attuale dell’assegno di solidarietà (non oltre i 600,00 € mensili).

La matematica e la demografia ci dicono che buona parte dal cuneo fiscale è costituito dalla previdenza!

Ci sono alcune norme di recente promulgazione che consentono di attuare in misura sia pur molto limitata

La necessità di porre mano al secondo e terzo pilastro previdenziale e sanitario (anche questo al collasso) è da fare con misure drastiche intervenendo sulla PA che grava sul PIL in modo inaccettabile.

Il Presidente conclude con il dato che altrettanto significativamente corona la situazione: la cifra del total tax rate non solo non è diminuita ma è cresciuta e a seconda delle specifiche situazioni di ciascuna impresa o professionista si colloca tra il 52% e il 71%.

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