Dr Aldo Romanini Segretario Nazionale Assimpresa (6)

PMI: DEFINIZIONE PER ASSIMPRESA

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“Piccola e media impresa di fronte alla globalizzazione

Io propongo un punto di vista, anche se non condiviso da tutti.

Propongo che una volta per tutte si assuma che la piccola impresa non sia una fase dell’impresa, non sia un’impresa che ha il difetto di non essere grande, non sia un bicchiere mezzo vuoto, sia invece una particolare impresa che ha radici perfino in vocazione e caratteristiche plurisecolari che esprime come massimo orizzonte di protagonismo, di contributo alla globalizzazione l’evoluzione verso una media azienda che può avere leadership anche internazionali in una nicchia e si internazionalizza relativamente a questo e tuttavia nel suo specifico la piccola e media impresa – nell’insieme – può reggere il globale e darci una quota rilevante della nostra presenza nel globale, un pezzo del nostro futuro.
Quando dico caratteristiche plurisecolari che vanno preservate riprodotte, sto parlando, ad esempio, di una cultura del fare che deriva da un antichissimo problema e opportunità di essere trasformatori di materie prime che non si hanno, l’origine mercantile che ci consegna un orientamento fortissimo al mercato e alla capacità di afferrare il cliente senza mollarlo, con grande flessibilità, la connessione estrema tra cultura imprenditoriale e cultura del lavoro, certo anche nella dimensione familiare e quindi territoriale, una vocazione all’innovazione incrementale attraverso l’uso e l’adattamento delle macchine, la meccanica e con quanto di nuovo vi sia… e si possa immaginare.

Sono cose di secoli, è inutile perdere tempo in interrogativi metafisici sul dover essere della piccola e media impresa, se ce la fa o non ce la fa, noi dobbiamo dare contributi che rilancino le potenzialità di questo soggetto e che veda, legga i problemi veri di oggi di questo soggetto che sono seri.

Oggi siamo alla svolta per queste imprese di una fase quasi cinquantennale, in quest’arco secolare, nella quale abbiamo vissuto uno sviluppo impetuoso, incredibile della piccola impresa, giocato certamente sui meccanismi di svalutazione competitiva, e anche sulla disponibilità di bacini di manodopera attivabili con operazioni di decentramento produttivo e territoriale” …..

Dalla relazione del Segretario Generale all”Assemblea Generale  sul tema “L’ITALIA CHE FA”

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