REPORT ANNUALE SCOPERTURE WELFARE

In corso di pubblicazione il report annuale del Centro studi Assimpresa sulle drammatiche scoperture del welfare.

Il sistema INPS contrariamente a quello che afferma il Presidente Pasquale Tridico è lungi dall’essere in equilibrio e il disavanzo annuale INPS viene coperto con ampio ricorso alla fiscalità ordinaria.

Due sono i mali maggiori nel paese: le pensioni, sempre più un’utopia, e il lavoro che non c’è.

Il trend demografico negativo, troppo a lungo sottostimato per assecondare politiche elettoralistiche si ritorce ora contro chi le ha create, avallate e il loro elettorato senza preoccuparsi di porre rimedio ad un sistema a riparto che non poteva reggere. Ora è tardi, troppo tardi.

I numeri del divario tra popolazione attiva e non attiva destinato ad ingrandirsi non può essere sottaciuto da chi guida l’ente previdenziale incolpando la mancata separazione tra previdenza e assistenza. Il 61% della popolazione è inattiva.

Certo c’è anche quella ed è grave non distinguere tra le due.

La previdenza considerata la media dell’erogato per pensionato è una scommessa perché le generazioni precedenti sono andate in pensioni troppo presto e con un iniquo sistema a riparto addossando l’onere degli oneri alle generazioni a venire corrispondendo inoltre laute pensioni a categorie che avevano verso poco o nulla: ora il sistema non può reggere e la conversione al contributivo è giunta troppo tardi. I giovani hanno accesso al lavoro troppo tardi. Il reddito di cittadinanza è pura follia. Per ogni erogazione deve corrispondere una prestazione: un lavoro vero, non un’attesa del nulla!

Il sistema, insomma, non può reggere. Per i giovani la previdenza sembra sempre più una missione impossibile.

Come detto il vero problema, oggi come oggi, è che il 61% degli italiani non lavora. Un circolo vizioso e dal quel appare e dal nulla che viene fatto per porvi rimedio è difficilissimo uscirne.

Le casse di previdenza ordinistiche non vanno meglio. Lo studio svela situazioni peggiori della previdenza pubblica.

Molti parlano del terzo pilastro; giusto, ma quali e quante imprese se lo possono permettere?

Lo sanno che la M dell’acronimo PMI vuol dire micro?

Una soluzione c’è: il Society Plan.

 

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