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SCUOLA IL PREZZO DELLA PACE SINDACALE

Patto CGIL e FEDELI: tutto fatto in casa

Con la recente intesa tra ministro e sindacati si elimina per il prossimo anno l’obbligo di stabilità triennale dei docenti di ruolo nella propria sede scolastica, obbligo faticosamente conquistato per tentare di ridurre i caroselli di docenti che da decenni facevano dei primi tre mesi di lezione nelle scuole statali un periodo di girandole didattiche. Scopo della “pace sindacale” sarebbe quello di permettere a circa 50mila docenti di ritornare nelle scuole del centro sud, anche se non ci sarà di fatto posto per tutti (le cattedre disponibili sono poco più di 14mila).

Sarebbero quei docenti che si ritennero (almeno così scrivevano sui siti) “deportati” ingiustamente, perché i posti disponibili per l’insegnamento al nord sono il doppio di quelli del sud.

La sospensione della stabilità dei docenti è un elemento preoccupante, per i danni che porterà alle scuole statali e soprattutto agli studenti: a settembre ricominceranno gli annuali “caroselli” dei docenti, alla faccia del diritto allo studio e ad una didattica almeno stabile.

Nel frattempo dobbiamo misurarci con le classifiche internazionali sui livelli di apprendimento dei nostri studenti.

Una scelta curiosamente accettata dal neoministro, che, chissà come mai, il giorno dopo ha sostenuto di voler operare per un avvio regolare del prossimo anno scolastico (sic!) (sic!).

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