Ilmesteiere Della Vita

STILE: chi non lo possiede non se lo può dare

Ci riferiamo ora al modo di evitare e contrastare da parte di certi soggetti con mezzi illeciti ogni seria discussione e ogni costruttivo confronto. Ci abbiamo provato.

Siamo d’accordo, è bene non disputare con chi non ha abbastanza senso per disputare con ragione e non con assunti e decisioni perentorie e per ascoltare ragioni e acconsentirvi; e infine, che apprezzano la verità, ascoltando volentieri buone ragioni, anche quando provengono dalla bocca dell’avversario, e siano abbastanza equi da saper sopportare di aver torto quando la verità sta dall’altra parte. Ne prendiamo atto.

Chi registra telefonate alla prima sapendo di essere in torto per buttarla poi in caciare e le ritrasmette conferma la sua indole disonesta. Chi ritrasmette una mail dal contenuto riservato è della famiglia.

Lasciamoli starnazzare  per dire quel che vogliono, perché desipere est iuris gentium, essere irragionevoli è un diritto umano.

In ogni caso la disputa, come attrito di teste, è spesso di reciproca utilità, per rettificare i propri pensieri e anche per produrre nuovi punti di vista. Ma i due contendenti devono essere pressoché alla pari fra di loro per erudizione e intelligenza.

Se allora uno è privo della prima, allora non capisce o non vuole capire tutto, non è au niveau, come si dice, e probabilmente è pure in mala fede.

Se gli manca la seconda, allora il rancore che ne sorge lo istigherà a cose sleali e astuzie o villania. Esattamente quel che è successo: il loro stile.

Tra la disputa in colloquio privato sive familiari e la disputatio solemnis, pro gradu non vi è alcuna differenza essenziale.

La differenza è solo che in quest’ultima si richiede che il rispondes debba sempre ottenere ragione contro l’opponens e quindi che all’occorrenza, il praeses lo soccorra.

In sintesi. E’ saggio parere quello di evitare di farsi consigliare l’acquisto di un’autovettura da un ortolano, come di farsi dare da un noleggiatore di auto una consulenza finanziaria o farsi indicare dallo stesso ove trovarla.

A Milano si dice : “Ofélé  fa el to mesté“ .“Pasticciere, fai il tuo mestiere”. Lo si dice a chi si improvvisa esperto e cerca di fare ciò che non è esattamante in grado di svolgere. Vale come consiglio per tenere lontani gli inesperti da materie e lavori che non sono in grado di affrontare, ma anche in senso spregiativo, per sottolineare che è meglio che ciascuno si occupi delle cose di cui realmente è competente.

Esattamente la conformazione di comodo che si sono dati

 

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