FORTUNA: UN MAGICO 2017, ANNO DELLA SVOLTA ASSIMPRESA VOLA SUI MERCATI STRANIERI

“Aprirsi a nuovi ed evoluti mercati internazionali ed affrontare sfide innovative”: è questa una delle idee trainanti che caratterizzerà sempre di più l’impegno di Assimpresa e che il Presidente Antonio Fortuna ci anticipa in questo colloquio. Fortuna ribadisce anche la necessità di “un cambio di marcia” per offrire una spinta maggiore alle piccole e medie imprese. “Il 2017 dovrà essere l’anno ‘magico’, l’anno della svolta”, afferma con determinazione il leader degli imprenditori delle Pmi.

Presidente Fortuna in un recente convegno a Roma avete rilanciato la sfida…

Esattamente. È stato un momento di confronto costruttivo. Nel seminario di EBG, Ente Bilaterale nato dall’accordo fra Ugl e Confimea , abbiamo ribadito numerosi concetti e abbiamo messo in luce da una parte la necessità di realizzare strategie per favorire il consolidamento dei progetti della piccola e media impresa in diversi paesi stranieri, e dall’altra quella di rafforzare le sue strategie di ampio respiro nell’Azienda Italia.

Quali sono le priorità?

Si può entrare nel merito solamente dopo aver definito la cornice dei vincoli imprescindibili entro cui poter operare, barriere rappresentate dalla politica internazionale e dal posizionamento dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa);dal contorno delle problematiche del grande debito mondiale, della gestione delle grandi scoperte scientifiche e tecnologiche e dalla massimizzazione delle produzioni più inquinanti a livello planetario con l’assunzione da parte dei BRICS di ruoli inimmaginabili da comprimari; dal senso e dagli scopi mascherati degli enormi fenomeni migratori; dal contenimento dei salari ormai giunto a deflazione salariale e impunemente e pericolosamente assunto a principio pure dalla BCE; dai significati e dagli scopi mascherati degli enormi fenomeni migratori di certo non completamente spontanei.

Quali sono le opportunità di relazioni tra le parti sociali, sempre partendo dal principio della condivisione di scelte economiche per il futuro del Paese?

È facile sottolineare da subito l’importanza della revisione immediata della politica fiscale e di sostegno alle imprese, del superamento del deficit di legalità. Ma ci sono prima altri aspetti da valutare. L’elenco sarebbe ancora lungo e solo per citare i più significativi, e rimandando gli approfondimenti ad altra occasione, ricordo nell’ordine: prima di tutto bisogna partire affrontando i nodi legati alla produttività. Poi, in evidenza ci sono varie tematiche: la questione della finanza strategica per l’impresa, i processi di capitalizzazione delle imprese grandi e piccole. Di rilievo anche il riorientamento degli interventi pubblici e delle incentivazioni su nuove iniziative in settori non tradizionali o di specializzazione.

Basilari risultano una politica anche dal lato dei costi, perché noi non possiamo mettere la testa sotto la sabbia, e una politica per il territorio, quel federalismo per “l’Italia che fa” in quanto sul territorio si gioca la riproduzione di una cultura del lavoro.

Da considerare la possibilità di mettere in campo una politica per l’impresa non capitalistica. Occorre puntare altresì sulla ripresa del processo di liberalizzazione, bisogna occuparsi del mercato dei prodotti, dei servizi, della conoscenza per estendere la base occupazione. Non c’è altra strada. Va poi tenuta più alta l’asticella delle regole della vita nell’impresa, vanno ripristinate certe regole e bisogna realizzarne altre. Fondamentali, in questo quadro, sono la trasparenza economica e finanziaria, il cosiddetto “patto fiscale”: è fondamentale individuare forme per promuovere e vivere la dimensione etica, civica della vita economica, e alimentare una moderna responsabilità sociale dell’impresa: questa ha qualcosa a che fare con lo sviluppo delle forze produttive.

Infine, sono da rispettare alcuni vincoli di stabilità,di leggibilità, di semplicità, di prevedibilità delle azioni pubbliche nei confronti delle imprese, e dobbiamo assolutamente definire norme fiscali, prevedere incentivazioni, scrivere regole che incidono sulla vita delle imprese, a cominciare dalla finanza pubblica, dal piano di rientro dal debito pubblico, come condizione di stabilità e credibilità delle riduzioni fiscali che, nella nostra impostazione, non sono una premessa ma sono e devono essere una derivata di un nuovo equilibrio di finanza pubblica.

Quale appello lanciate al mondo politico Presidente?

Seguiamo da vicino l’evoluzione degli scenari politici… Ci aspettiamo una attenzione puntuale e tempestiva verso le piccole imprese che sono il volano per la ripresa della nostra economia. Fatti e non parole. A prescindere dal colore dei governi… Abbiamo apprezzato, peraltro, le parole pronunciate nel nostro ultimo convegno dall’onorevole Cosimo Ferri: è giusto sostenere che siamo di fronte ad un Esecutivo che deve raccogliere una non facile eredità di esperienze importanti per cambiare e migliorare l’impianto legislativo e normativo del Paese. Ed è chiaramente urgente che il Parlamento recepisca i nostri contributi nei provvedimenti del governo. Serve un segnale forte e di autentico cambiamento. Resto comunque fiducioso.

Roma, Dicembre 2017

Sabrina Trombetti

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