Patrimniale

PATRIMONIALE O PATRIMONIALI?

LA PATRIMONIALE O LE PATRIMONIALI?

Il rischio di una nuova patrimoniale è alle porte. Le  agenzie di rating ormai agitano lo spauracchio di una stangata sulle tasche degli italiani dopo la bocciatura della manovra.

Ma di fatto una “patrimoniale” in Italia c’è già ed erode quotidianamente la ricchezza finanziaria  e patrimoniale degli italiani. Si tratta di 15 imposte patrimoniali che vengono pagate ogni anno dai contribuenti.

Sono già una quindicina le imposte patrimoniali che gli italiani sono costretti a pagare ogni anno. Nel 2017 – il nostro Centro Studi, ma ogni fiscalista lo può confermare – tra l’Imu, la Tasi, l’imposta di bollo, il bollo auto, abbiamo versato al fisco 45,7 miliardi di euro. Le imposte patrimoniali analizzate nel periodo 1990-2017 sono state: Imposta di registro e sostitutiva; Imposte di bollo; Imposta ipotecaria; Diritti catastali; Ici/Imu/Tasi; Bollo auto; Canone Radio Tv; Imposta su imbarcazioni e aeromobili; Imposta sulle transazioni finanziarie; Imposta sul patrimonio netto delle imprese; Imposte sulle successioni e donazioni; Imposta straordinaria sugli immobili; Imposta straordinaria sui depositi; Imposta sui beni di lusso.

Ci siamo dimenticati le varie addizionali per disastri ambienyali vari e le accise per le sciagurate guerra in abissinia; tutte ancora in auge dopo decine e decine di anni.

Un vero e proprio salasso per le famiglie che adesso temono una nuova patrimoniale questa volta voluta da Bruxelles.

Rispetto al 1990, il gettito riconducibile alle imposte di possesso sui nostri beni mobili, immobili e sugli investimenti finanziari in termini nominali è aumentato del 400%, mentre l’inflazione è cresciuta del 90%.

In buona sostanza, in oltre 25 anni abbiamo subito una vera e propria stangata. Insomma il rischio che la pressione fiscale (a livelli siderali rispetto alle media europea) aumenti adesso è concreto. La battaglia con l’Europa potrebbe avere effetti devastanti. Solo per non aver tenuto la lingua a freno lo spread è ben oltre i 300 punti base.

Questa incapacità di gestire con la dovuta maniera una situazione tanto delicata l’aumento degli oneri per il servizio del debito ci costa quanto stanziato per il reddito di cittadinanza. Ne valeva la pena? Il livello insostenibile del debito pubblico e la disastrosa situazione soprattutto prospettica delle scoperture del sistema previdenziale e sanitario richiedono un’attenzione diversa,

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