Soft Skills

PIATTAFORMA PER LO SVILUPPO: SOFT SKILLS

Che cosa hanno in comune personaggi come Steve Jobs, Bill Gates, Dario Fo, Eugenio Montale e Piero Angela?

Ebbene tutti questi noti personaggi non avevano una laurea, evidentemente però possedevano o possiedono doti e competenze trasversali tali da farli emergere con successo.

Queste competenze sono chiamate Soft Skills e non vi è nessuna scuola od università che ve le può insegnare.

Si acquisiscono con l’esperienza e la crescita continua ed in buona misura fanno parte della nostra dotazione genetica, un po’ come avere gli occhi verdi o i capelli neri. In un intervista al New York Times Lazlo Bock, responsabile delle assunzioni in Google, ha dichiarato che una laurea in una prestigiosa università non è più un requisito necessario, ma lo è piuttosto la capacità di risolvere problemi pratici o possedere doti di creatività e pensiero critico. In buona sostanza le aziende, tra i criteri di ricerca del personale, sono oggi più preoccupate di trovare persone con buone doti comportamentali e di analisi, lasciando il background formativo in secondo piano.

Durante l’edizione numero 47 del World Economic Forum di Davos, tra gli argomenti trattati si è proprio parlato di quelle che saranno le competenze che le aziende ricercheranno maggiormente da qui al 2020 e che da sole saranno in grado di fare veramente la differenza sia nel lavoro che nella vita di tutti i giorni. Ecco la classifica:

  1. Problem solving in situazioni complesse; in contesti complessi e sempre più mutevoli la capacità di analisi e di lettura dei contesti e la capacità di gestire le tensioni sono al primo posto tra le competenze più importanti secondo la classifica del WEF.
  2. Pensiero critico; non significa certo criticare quanto avere la capacità di sviluppare un pensiero dotato di grandi competenze di analisi partendo dalla capacità di osservazione e di ascolto per poter puntare alla prevenzione degli ostacoli.
  3. Creatività; avere soluzioni innovative è una dote vincente in una situazione di crisi come quella attuale. Avere uno sguardo attento alle mutazioni e non smettere mai di imparare sono la base per non cristallizzarsi.
  4. Gestione e governo delle persone; significa capacità di organizzazione, ma ancora meglio capacità di saper motivare e valorizzare il proprio team di lavoro dare feedback positivi o costruttivi.  Un’attività che richiede tempo, ma che risulta fondamentale per ottenere i risultati previsti.
  5. Coordinarsi con gli altri; saper costruire un gruppo di lavoro coordinato ed allineato. Sviluppare un progetto insieme fin dalle prime fasi e raggiungere gli obiettivi in sinergia. Trovare il giusto equilibrio tra dare il proprio contributo e rinunciare al protagonismo per il gioco di squadra.
  6. Intelligenza emotiva; punto strategico delle nuove skills è proprio la capacità di saper gestire, riconoscere, comprendere ed indirizzare le emozioni altrui e le proprie.
  7. Capacità di giudizio e di prendere decisioni. Soprattutto per i manager del futuro, la figura del dirigente di 40 anni fa oggi non è più adeguata. Saper ascoltare e condividere è oggi altrettanto importante quanto saper prendere decisioni al momento opportuno. Ai manager oggi si chiede di guardare al di là della carriera o del puro ritorno economico immediato, diventando uomini o donne in grado di guardare al progresso sociale lavorando con passione ed immaginazione.
  8. Orientamento al servizio; ossia guardare alle esigenze delle persone cercando di essere attento e collaborativo.
  9. Negoziazione; tutti negoziamo, sempre ed in ogni occasione. Lo facciamo istintivamente senza considerare il contesto. Però una negoziazione vincente necessita di regole determinate e del loro apprendimento.
  10. Flessibilità; è una competenza che entra in gioco in molti momenti della nostra vita sia privata che lavorativa. Adattarsi ai cambiamenti senza cadere in false paure e pregiudizi e ciò che ci verrà richiesto nel mondo del lavoro nei prossimo futuro. È anche il primo passo per acquisire la capacità di Resilienza.

Durante il meeting di Davos si è parlato di automazione e di come questo processo potrà in futuro far perdere posti di lavoro. Ebbene si è scoperto che lo sviluppo delle soft skills potrà concretamente contrastare la perdita di posti di lavoro legata al maggior uso delle macchine.

Un altro importante punto che emerge è la formazione continua, ossia la volontà dell’individuo di saper far proprie nuove competenze ed abilità rinnovandosi continuamente e rendendo il proprio Curriculum aggiornato ed appetibile.

In questo scenario la figura del consulente aziendale per la Direzione e per l’Organizzazione acquista un valore strategico.

Nell’ambito Servizi Area Consulenza abbiamo ideato due “Piattaforme per lo Sviluppo” che vanno a lavorare proprio sulle Soft Skills e sulla loro implicazione sia in campo lavorativo che personale.

  • Risorse Umane  
  • Empowerment Meeting

Altri pacchetti formativi e di consulenza lavorano proprio sulla capacità di Problem Solving, abilità oggi molto ambita dalle aziende.

È vero affermare che di Steve Jobs o Bill Gates non ne nascono tutti i giorni, ma è altrettanto vero pensare che ogni individuo può essere artefice del proprio futuro e concretamente imparare nuove abilità e competenze in qualsiasi momento della propria vita.

In partnetship con AAAConsulting

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